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martedì 10 gennaio 2012

Uscire dalla crisi : analisi e proposte

Dal sito “Alain Parguez Websitehttp://www.neties.com/newsap.html

Liberamente tradotto da Lira Pesante.

Alain Parguez sarà in Italia (salvo imprevisti) al Summit organizzato da Paolo Barnard ed i suoi collaboratori in febbario, incentrato sulla Modern Money Theory (Teoria Della Moneta Moderna).

Posizione dell'economista (Alain Parguez - Agosto 2011)

La Francia si trova attualmente sotto pericolo mortale. E' gravemente vittima di ciò che si dovrebbe chiamare la “grande peste” della zona Euro. La sotto occupazione è molto importante, la disoccupazione ufficiale sottostima considerevolmente la situazione che tocca tutte le categorie sociali.

Questo crollo del lavoro (la ricchezza umana) viaggia di pari passo con il crollo dei redditi in termini monetari reali, poiché i dati ufficiali sull'inflazione comunicati dalla BCE non sono credibili.

Io valuto personalmente l'inflazione al 7%.

Si tratta del valore di perdita del potere d'acquisto delle famiglie.
Tanto aumenta la produttività quanto
la parte riferita al lavoro è crollata (è il rapporto del salario reale alla produttività) ed il risultato è la caduta del consumo provocando il crollo degli investimenti e la fuga forzata verso i paesi dove i salari si trovano appena sopra il livello di sussistenza, il che permette la ripresa del consumo aumentando il tasso di profitto.
Il patto di stabilità e crescita, conduce ad una riduzione sistematica dell'impiego pubblico e degli investimenti pubblici sul lungo termine. Le imprese europee abbandonano sempre più l'economia reale.

Ci si trova in questa situazione disastrosa non a causa di salari troppo elevati o per mancanza di risparmio ma a causa della politica dello Stato che ha deliberatamente scelto (come la più parte degli altri governi europei) di ridurre considerevolmente tutti suoi programmi d'investimento a lungo termine di pari passo con l'impiego pubblico.

Giocando questo ruolo, lo Stato almeno dal 1984 ha accelerato il passaggio dal capitalismo dell'economia reale verso la pura accumulazione finanziaria che è ciò che spiega la crisi. Si giustifica questa scelta a causa della necessita di abolire i deficit pubblici per salvare il valore delle obbligazioni pubbliche che costituiscono il grosso degli attivi bancari.

Questo ragionamento proviene da un errore assoluto sul ruolo che ricoprono i deficit pubblici, errore radicato ed eretto a dogma dalle regole regnanti nella zona Euro. Queste regole operano una totale privatizzazione delle finanze pubbliche, essendo rotto il legame tra lo Stato e la sua banca centrale, porta lo Stato a finanziarsi come un'impresa privata.

Se si vuole salvaguardare l'Euro, un piano radicale di salvataggio si impone: Ogni Stato deve poter far riscattare una parte del suo debito dalla BCE ad un basso tasso fisso. Tutti i rischi di bancarotta di uno Stato svaniscono allora. La BCE tramite una modifica dei suoi statuti deve diventare “La Federal Reserve” dell'Europa.

In seguito occorre che i deficit pubblici siano la controparte di una crescita a lungo termine degli investimenti pubblici materiali (Infrastrutture, Difesa Nazionale ...) ed immateriali (Educazione, Ricerca ...), del buon deficit quindi, e non di un deficit subito come quello odierno e che porti quindi alla rivincita delle leggi macro-economiche. Lo Stato sarà allora alla base di una creazione monetaria arricchendo la sua Nazione e L'Europa contenendo così l'inflazione.

A contropartita di questa creazione monetaria da parte della BCE sarà l'emissione di buoni del Tesoro il cui valore sarà quindi ancorato alla creazione di ricchezza reale.
La moneta sarà creata per le spese produttive di ricchezza ed investita di un vero valore; ciò che è da condannare è la creazione monetaria per sostenere i mercati finanziari o elargire dei redditi di carità per il trattamento sociale della disoccupazione.

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